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Dopo poco più di 70 anni dalla sua promulgazione la Costituzione della Repubblica ha, di recente, subito una modifica ad uno dei primi articoli che contengono i principi fondamentali della Repubblica.

I dodici articoli iniziali, fino ad oggi, non avevano mai subito variazioni in quanto in essi erano consacrati i valori  fondamentali dello Stato Italiano. Eppure oggi qualcosa è cambiato, è emersa una maggiore sensibilità per l’ ambiente che ci circonda. Questa sensibilità ha indirizzato il legislatore nazionale a valicare i confini ideologici e le logiche di partito ed ha consentito l’ approvazione di una legge costituzionale votata quasi all’ unanimità dei parlamentari presenti ed in tempi rapidi.

E’ stata, infatti,  approvata la legge costituzionale n.° 1 del 11/02/2022, pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica  il 22/02/2022 ed entrerà pienamente in vigore il 09/03/2022, tale legge modifica gli articoli 9 e 41 della Carta Costituzionale.

Ma veniamo in ordine, la predetta legge costituzionale ha subito due distinte votazioni per ogni camera a distanza di almeno  3 mesi l’ una dall’ altra ed in ogni votazione finale, ha ottenuto la maggioranza dei 2/3 dei componenti di ogni camera. Per questa ragione, secondo il dettato Costituzionale sancito nell’ art. 138 della Carta, non si darà luogo a referendum Costituzionale.

La predetta legge costituzionale è composta di soli 3 articoli e mette mano, in maniera incisiva, al tema ambientale fino ad ora inserito solamente nell’ art. 117 c.2  lettera “S”della Costituzione quale competenza esclusiva legislativa dello Stato.

L’ art. 1 della L.Cost. n.° 1/2022 ha modificato l’ art. 9 della Costituzione aggiungendo il comma 2 al predetto articolo che così recita: “ Tutela l’ ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’ interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.”   

Vengono inseriti quindi due nuovi principi che la Repubblica Italiana si impegna a tutelare: il primo principio riguarda la tutela ambientale espresso in un accezione ampia che tiene conto delle biodiversità e dei diversi ecosistemi presenti sul territorio variegato del nostro bel paese ed il secondo di tutela degli animali, attraverso la previsione di una riserva di legge  Statale che ne disciplini le forme ed i modi (art.3 L.Cost. 1/22).

La cosa che però salta subito agli occhi è la presa di coscienza del legislatore italiano della necessità di lasciare alle generazione future un ambiente migliore, infatti, per la prima volta nella Costituzione della Repubblica si cita espressamente la necessità di tutelare l’ ambiente “nell’ interesse delle generazioni future”.

All’ art.2 la legge costituzionale succitata sono previste modifiche all’ art. 41 della costituzione, di seguito riportate in grassetto, che di fatto introducono limiti alla libera attività imprenditoriale privata.

Le citate modifiche stabiliscono che l’ iniziativa economica privata non può svolgersi in danno alla salute ed all’ ambiente. Infatti l’ art. 41 della Costituzione viene così modificato:

“ L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’ utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’ attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali e ambientali.

In virtù di questa spiccata sensibilità ambientale, sfuggita all’ assemblea costituente di fine anni quaranta del secolo scorso e mostrata dal legislatore attuale sembra, a parere di chi scrive, che nel futuro prossimo le imprese che vorranno intraprendere attività economiche sul territorio italiano dovranno soddisfare criteri ambientali più severi o almeno si spera, affinché, in futuro  non assisteremo più ad aggressioni  scellerate del territorio  ed a scempi come quello dell’ ex Italsider (prima Ilva) di Bagnoli che dopo quasi 120 anni dalla nascita e 30 anni dalla dismissione ha lasciato sul territorio partenopeo ancora evidenti cicatrici.

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